Cucina cubana

Cucina cubana

Carni

Maiale, Gallina, Capretto, Jutia, Anatra, Tacchino, Coniglio e Montone

Pesce e Crostacei

Pargo (Partoro), Merluzzo, Cernia, Aragosta, Gamberetti, Granchio, Gamberoni.

Pasta o Riso?

Vince assolutamente il Riso! Ce ne sono di tantissimi tipi, su tutte le tavole troverete  spessissimo Congrì o Moros y Cristianos (dal fagiolo nero con il riso bianco cucinati insieme e serviti asciutti .. non come i nostri risotti). Quando invece nel piatto viene servita una ciotola di riso in bianco con affianco fagioli neri nel loro brodo.. il piatto si chiama Potaje de Frijoles

Pane

lo troverete senza problemi, i cubani non lo usano tanto quanto noi italiani, ma lo usano.

Le Feste

Natale: Carne d’Anatra arrosto, Carne di tacchino ripieno, accompagnamento di Congrì e Potaje de Frijoles, Insalata di pomodori, Lattuga, Cetrioli, Verza, Frittura di Platano Verde e Malanga. Acqua, birra e Rum

Capodanno: Maiale arrostito sul carbone, Congrì, Potaje de Frijoles, Insalate verdi e di Pomodori, Fritture di Platano e di malanga. Birra e Rum

Il Ron

La gloria cubana! Il Rum (Ron in cubano), lo trovate invecchiato a 3 anni, 5 anni, 7 anni, 15 anni. Da secco, quale quello con 3 anni di invecchiamento, diventa sempre più dolce con il passare degli anni.

Pesi e Misure

1 Libbra
=
460 g (circa 1/2 Kg)
1 Oncia
=
28,34 gr
1 Gallone
=
3,78 L
Sono pesi e misure ancora usate a Cuba. Soprattutto per il gallone. Ma tutti

Ristoranti

O paladares? Dipende da quanto volete spendere, in un buon paladar (ristorante casalingo) spenderete circa 10/15$, invece che 20/35$ di un ristorante. Ovviamente il tutto è più spartano.
Nel paladar non si può servire l’aragosta. Prerogativa dei Ristoranti. Nel febbraio/marzo del 2002 in tutta Cuba è stato difficile trovare dei Paladar aperti. Situazione nuovamente cambiata in settembre dove alcuni (i migliori) avevano riaperto. In giro per le città negli ultimi anni si sono diffuci i “Rapidos” nei quali si vendono Hot Dog e panini Jamon y Queso e spesso un quarto posteriore di pollo fritto, beveraggio vario e sigarette bionde. Invece al “DiTù” ci trovi pollo fritto, crocquette di pollo, patatine. Sia i Rapidi sia i DiTù a La Habana chiudevano presto. A Santiago invece se ne trovano aperti sino a ora tarda.

• Frutta di stagione

Gennaio
Cacao, Papaya o Fruta Bomba, Yucca, Patata dolce, Malanga, Riso, Fagioli, Pomodori e Lattuga
Febbraio
Idem
Marzo
Idem
Aprile
Idem
Maggio
Idem
Giugno
Mango, Mamey, Papaya o Fruta Bomba, Melone, Guanabana, Anon de Manteca, Anon de Ojo, Mamoncillo
Luglio
Idem
Agosto
Idem
Settembre
Cacao, Guineo (banane), Anon de Ojo, Guayaba, Ciliega
Ottobre
Lattuga, Ravano, Pomodoro, Bietola, Crescione, Tamarindo
Novembre
Idem
Dicembre
Tamarindo, Igname, Mamey, Arancio, Mandarino, Guayaba, Limone, Lattuga, Pomodoro, Nespolo

I Links
La Cucina cubana
Un sito molto accurato con ricette molto dettagliate dell’Associazione Culinaria di Cuba
Hummm!!!
Con un vero e proprio motore di ricerca suddiviso per tipo di cucina: Criolla, Canaria e Caribeña
1,2,3 La Cocina sana es!
Ricette della signora Josefina Álvarez autrice del libro “Todo sobre la cocina cubana”
POLIZZA FIDEJUSSORIA

POLIZZA FIDEJUSSORIA

Lovelycuba e Fidicomm Spa vi propongono la Polizza Fidejussoria necessaria ai cittadini stranieri per l’invito per Turismo in Italia. Questo documento verrà presentato alle nostre Rappresentanze Consolari all’Estero per l’ottenimento del Visto d’ingresso in Italia.

Per richiedere la Polizza Fidejussoria:

è necessario inviare via fax al nostro numero 02 36566477 tutti i documenti richiesti quali:

  • Documento d’Identita in corso di validità del contraente (Sponsor)
  • Codice Fiscale o Partita Iva del contraente(*)
  • CUD 101 + Ultima Busta Paga (se Dipendente)
  • Visura Camerale e Modello Unico (se Autonomo)
  • Visura Camerale, Modello Unico Aziende, Bilancio Provvisorio (se Società)
  • Fotocopia Passaporto Cittadino straniero (Beneficiario)

Per Società di capitali si necessita di ulteriore garanzia prestata da persona fisica che deve presentare la stessa documentazione del lavoratore autonomo (*) Per Aziende

Spedizione Polizza Fidejussoria: (TEMPO PREVISTO DI ARRIVO POLIZZA DAL MOMENTO DEL PAGAMENTO E’ DI 8/10 GIORNI)

Entro qualche giorno la pratica verrà esaminata e, se soddisfacente i requisiti, verrà richiesto il pagamento, effettuato il quale verrà data disposizione alla Fidicomm SpA di emettere la Polizza ed inviarla a Lovelycuba. A nostra volta spediremo la Polizza a mezzo CORRIERE ESPRESSO DHL (al costo di 19,00 Euro incluso IVA) oppure te la consegneremo Brevi Manus presso il nostro Ufficio, in questo caso non si addebita alcunché. La Polizza consta di TRE copie. Al ricevimento, il Contraente dovrà firmare negli appositi spazi le TRE copie della Polizza, quindi dovrà ritornare alla Fidicomm Spa una delle copie. La copia PER IL BENEFICIARIO che rimane in tuo possesso è la Polizza Fidejussoria che verrà consegnata, per proprio conto, al cittadino straniero per la presentazione alle nostre Rappresentanze Consolari nel proprio paese d’origine per la richiesta del Visto d’Ingresso in Italia.

L’indirizzo al quale spedire la copia pertinente alla Union General Spa è il seguente: Fidicomm Spa – Via Principe Eugenio, 40 – 00185 – Roma

Modalità di pagamento:

Al ricevimento dei dati ti risponderemo indicandoti gli estremi bancari per il pagamento con Bonifico Bancario o con Carta di Credito ed il nostro numero di fax per l’inoltro della copia del pagamento e/o della Copia fronte e retro della Carta insieme ad un Documento d’identità. Al ricevimento del fax ti inoltreremo via Email la Polizza che dovrà tornarci via Fax firmata negli appositi spazi.

Effetto della copertura:

La copertura ha effetto dal giorno d’entrata in Territorio italiano.

ATTENZIONE: Ricordiamo che allorquando il cittadino cubano si presenterà in Ambasciata d’Italia a Cuba con la documentazione prodotta dovrà anche presentare CARTA DE INVITACION CUBANA emessa dal Consulato cubano in Italia, pena non concessione del Visto d’Ingresso.…

HOSTAL CONVENTO DI SANTA BRIGIDA

HOSTAL CONVENTO DI SANTA BRIGIDA

Nel cuore del meraviglioso Centro Storico dell’Avana. A 20 passi dalla Plaza Vieja, sarete i benvenuti nell’Hostal Convento di Santa Brigida dell’Ordine del Santissimo Salvatore di Santa Brigida.

L’edificio, appartenuto al Conte Don Lorenzo Montalvo Ruiz de Alarcon y Montalvo nel XVII Secolo, è stato oggetto di un eccellente restauro terminato con l’inaugurazione presenziata dal Presidente Fidel Castro.

Il complesso architettonico del Convento offre la doppia funzione di Convento e di Hostal,
da un lato i dormitori e le aree delle brigidine e dall’altro le aree destinate agli ospiti: le camere, il ristorante, la biblioteca, i saloni ed i patios.

Difficilmente si trova un soggiorno superiore in quanto a semplicità, pulizia, pace e bellezza.

La cucina è preparata dalle brigidine, ricca dei piatti tipici dei Paesi dai quali provengono le Suore. Tutti i servizi offerti agli ospiti sono garantiti solo dalle attente e affettuose suore brigidine che parlano perfettamente l’italiano e che non mancano mai di servire con un sorriso.

 …

I nostri Articoli

I nostri Articoli

Santuario de la Virgen de la Caridad del Cobre

Di Mirta Núñez Pampín
Foto: Hector Delgado Perez

Al nord-est di santiago de Cuba ad appena 15 Chilometri di strada e tra le verdeggianti colline si trova il Santuario de la Virgen de la Caridad del Cobre.

Arrivare sin qui vuol dire già regalarsi la vista del paesaggio davvero di una bellezza non comune. Prima si arriva al paese di El Cobre così chiamato sin dal 1540 quando nel pieno della corsa all’oro fu trovata, accidentalmente, un giacimento di Rame (Cobre in spagnolo).

Attualmente ancora in fase di sfruttamento tanto da essere considerato uno dei giacimenti più antichi del continente americano.

Ma quello che più ha reso noto il paese è stata l’apparizione della Vergine.

Si narra che più di 400 anni fa nel mezzo di una terribile tormenta in mare tre pescatori spaventati da quello che sembrava essere un inevitabile naufragio si inginocchiarono chiedendo pietà a Dio. All’improvviso intravidero qualcosa al quale riuscirono a malapena ad avvicinare la barca e videro una statua lignea rappresentante l’immagine di una Vergine meticcia con il bambin Gesù in braccio.

Appena collocata la statua nell’imbarcazione il mare si calmò, remarono sino al porticciolo ove tutta la popolazione era in trepidante attesa del loro ritorno e tutti dettero il benvenuto alla statua della Virgen, loro salvatrice chiamata poi Virgen de la Caridad del Cobre.

Quella statua fu prima posta in un Eremo, più tardi in una Cappela di un Ospedale quindi in una Parrocchia ed infine, dal 1957, nell’attuale Santuario.

Il Santuario ha un’architettura eclettica di sobria e modesta eleganza. La navata centrale è circondata da vetrate policrome raffiguranti la figura della Vergine.

L’Altare è lavorato in Argento Massiccio abbellito da oggetti ornamentali di valore.

I fedeli asseriscono che la Vergine è prodiga di miracoli e la Sala nominata “de los Milagros” è stracolma di oggetti e dediche ex-voto portati alla Vergine quotidianamente dalla moltitudine di fedeli che arrivano da ogni parte dell’Isola.

Tra questi oggetti troverete persino la Medaglia al Premio Nobel per la Letteratura donata dallo scrittore nord americano Ernest Hemingway.

Questo Santuario fu visitato dal Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione della sua visita a Cuba nel 1998 il quale coronò l’immagine e la dichiarò…

LA DINASTÍA

LA DINASTÍA

de los Valdés

Por: Radamés Giro

Considerado como uno de los más grandes cantantes cubanos de todos los tiempos, Vicentico Valdés –hermano de Alfredito y Oscar– hizo una meteórica carrera en Estados Unidos. Nacido en La Habana el 10 de enero de 1921, inició su carrera artística como cantante del segundo Septeto Nacional, y posteriormente integró el Sexteto Jabón Candado, las orquestas de Cheo Belén Puig y Cosmopolita, dirigida por Vicente O. Viana, Belisario López y Antonio María Romeu. En México, en la década del 40, cantó en el Conjunto Tropical de Humberto Cané, con el que grabó “Un meneíto na’má” y “Negro bonito”; y en Cuba, formó parte del sexteto Los Leones, junto a Cristóbal Dobal y Marcelino Guerra (Rapindey).

En 1948 se trasladó a Los Ángeles, California, y más tarde a Nueva York, donde cantó en el Teatro Hispano y en el Million Dollar, Park Plaza, Palladium, Puerto Rico. En ese mismo año grabó con la orquesta de Noro Morales “Guararé”, “Una cualquiera”, “Qué problema”, y “Ya son las doce”; con Tito Puente, (entre 1948 y 1954) “Arrollando”, “Rankankán” y “Babaratíbiri”. Pero las grabaciones que lo arraigaron el gusto popular, fueron las que realizó para el sello discográfico Secco (1953 y 1958), en La Habana, con el conjunto Sonora Matancera: “Decídete”, “Una aventura”, “Yo no soy guapo”, “Solo por rencor” y “Los aretes de la luna”. Así quedaba fijada la fama de Vicentico Valdés como un consumado bolerista. Posteriormente forma su propia orquesta, la que fue dirigida en diferentes momentos por René Hernández, Charlie y Eddie Palmieri, Javier Vázquez y Horacio Malviccino. Finalmente, en el pináculo de su fama, se dedicó a cantar como solista, y como tal realizó giras por Argentina, Brasil, Chile, Colombia, Venezuela, México, Nicaragua, Honduras, Costa Rica, Panamá, España y Francia. Vicentico falleció en Nueva York el 26 de junio de 1995.

Oscar II

La dinastía de los Valdés continúa con Oscar Valdés II, nacido en La Habana el 12 de noviembre de 1937, y criado en Pogolotti, –un barrio folklórico, de santeros– en medio de la rumba en la esquina y el toque de batá en casas de bataleros amigos, particularmente un gran batalero llamado Fermín, muy conocedor de los toques y reconocido como maestro en ese instrumento. Con Fermín, además de aprender los toques, Oscar se inició en la construcción de tambores (juramentados) abakuá, batá, chekerés. “Esa etapa era desconocida por mi papá”, dice.

Corría el año 1949, cuando Oscar se inicia en los corrillos musicales, así lo cuenta:

Me acuerdo muy bien, un día en que el viejo estaba tocando en el cabaret Montmartre con Bebo Valdés –donde se ejecutaba el ritmo batacún batá, de Orestes López (Maño)– y yo fui a verlo. Me llamó la atención unos tambores batá que había en el piso, y ahí me puse yo a tocar por instinto, no era para que él me viera, porque él estaba en su ensayo. Me pongo a tocar y me acuerdo que de pronto lo tengo detrás, parado ahí, y él me dice: “Yo no sabía que tú tocabas. Nosotros estamos trabajando en el hotel La Campana, de Infanta y Manglar ¿Porqué tú no vas para allá y practica y te metes en la cosa de la música?” Le digo: coño viejo, yo nunca he estado en nada de esto, yo estoy ahora tocando rumba, jodiendo y eso ahí; pero me dice: “No, no, ve por las noches por allí”. Y me compró una guayabera para que pudiera ir a La Campana, donde me dejaban tocar un rato en la parte bailable.

En La Campana tocaba su tío Marcelino Valdés con la orquesta de Antúnez. Ya instalado en los medios artísticos de cabaret, Oscar comenzó a hacer suplencias cuando faltaba algún percusionista, fuera el tumbador o el timbalero.

Marcelino me fue dejando coger de vez en cuando los cueros, y empecé yo también a tocar la rumba. Era la rumba más rápida que yo he tocado, porque allí trabajaba un trío de baile superrápidos –integrado por Estela, Mario y Liticoy había que marcarle todo lo que ellos hacían. Así

Cordova

Cordova

Percusionista de estudios académicos y artesano de intuición natural Eduardo Cordova (La Habana, l963), decidió un día hacer sus propios instrumentos porque el sonido de su tambor no lo dejaba del todo satisfecho. Comienza así una aventura en la que troncos de cedro, herrajes y cueros comienzan a dar forma a un mundo de sonoridades y sueños en los que música y artesanía convergen y se complementan sin fijar límites precisos.

Cordova irrumpe en el ámbito artístico con una imagen y una sonoridad particular, en las que sus manos de percusionista, ágiles en la construcción y talla de tumbadoras, bongóes, maracas, güiros, chekerés, tambores tradicionales y otros de su propia invención, repiquetean de manera sumamente diestras sobre los cueros que el mismo curte.

Una marcada intención por respetar y exaltar lo autentico de los timbres folklóricos afrocubanos, pero impregnándolos de un aire renovador contemporáneo, lo ubican en una línea creativa propia que se refuerza como única, cuando en la escena aparece Cordova con el retablo de maravillas que resultan sus instrumentos.

Frente a su particular set de percusión, ensamblaje multisonoro formado por dos tumbadoras, un bombo, una caja y un bongó, a los que se han incorporado su famoso “siete bocas” instrumento que resume en uno los “bata”, sus manos se mueven diestramente para mezclar elementos de diferentes complejos musicales como pueden ser: batá con columbia o samba con batá.

El carácter novedoso y experimental de sus instrumentos, las sonoridades que con ellos produce, y la energía que transmite en sus interpretaciones, le ha posibilitado compartir la escena como artista invitado con jazzistas, soneros, concertistas, salseros y rockeros. Cordova es además, profesor de percusión y de construcción de instrumentos musicales, ha impartido conferencias y clases magistrales en eventos de diferente naturaleza y es director del Grupo Obbara.

Tropicana Internacional e Lovelycuba

Tropicana Internacional e Lovelycuba

En Santiago Nació un Rey… – Rey Caney

Texto y fotos: Juan G. Cuadras

Durante mucho tiempo acaricié la idea de hacerle una entrevista a Reynaldo Hierrezuelo y de repente, estoy hablando con él: con Rey Caney. Soy el menor de once hermanos y nací el 30 de diciembre de 1926 en Santiago de Cuba. Se dice que usted y sus hermanos hacían grandes descargas musicales Sí, eso lo hacíamos en Siboney, un lugarcito de El Caney donde teníamos la casa. Allí empezaron a llamarme Rey Caney: Rey por Rey-naldo y Caney por el lugar.

Cuándo surgen Los Compadres?

En el año 1949, y te digo que fue por casualidad. Mi hermano Lorenzo estaba actuando con María Teresa Vera en una fiesta, ella se indispuso, y entonces Lorenzo dijo que traería a otra persona para terminar el trabajo, y regresó con Francisco Repilado con el que había trabajado en otras agrupaciones, incluyendo el cuarteto Hatuey, que estaba formado inicialmente, además, por Evelio Machín, Francisco Repilado y Marcelino Guerra (Rapindey); Armando Dulfo también formó parte del cuarteto.

Cuándo llega usted a Los Compadres?

En 1952 vine a La Habana con el cuarteto Baraguá, que estaba integrado por mis hermanos Caridad y Ricardo y Rigoberto Echevarría, más conocido por Maduro, quien además de tocar el cuatro, era fabricante de instrumentos de cuerdas y será un factor importante en un momento de esta historia.

Pudimos hacer algunos programitas, pero aquello duró poco, y me quedé como acompañante del dúo de Los Compadres porque en las transmisiones radiales ellos se acompañaban con bongó, contrabajo y güiro.

Me incorporo como propietario de la plaza a finales de 1953, tocando ese famoso instrumentico al que muchos le decían pianolo o armónico, pero que yo siempre le he llamado “armonioso”.

Quién es el creador del famoso armonioso?

No quiero entrar en polémica, porque en Santiago de Cuba hubo un señor que se llamó Juan Medina -le decían “El cartero“- que también tocaba un instrumento similar. Yo era guitarrero, y Repilado lo que tocaba era un laúd puesto por esa afinación con el cuarteto Hatuey, y al principio con Los Compadres; cuando yo me incorporo como acompañante, a Francisco se le ocurre que Maduro le hiciera un instrumento con esa figura que no es ni guitarra ni laúd, con diez cuerdas.

Así nace el armónico o armonioso: fue Maduro quien le dio esa forma. Cuando ellos se separan, Lorenzo me preguntó si yo me atrevía a tocarlo, y durante casi 40 años toqué el armonioso. Maduro me hizo dos instrumentos de esos, pero con la caja más gruesa buscando mayor sonoridad. Esas son cosas que el público no sabe.

Y aquella polémica a cerca de la relación familiar que existía entre Los Compadres?

Ah, ese asunto fue el que me motivó a crear un número musical: “El run run”. Sucede que en la revista Carteles publicaron un reportaje sobre nosotros, y el periodista puso en el pie de la foto “Los Compadres, padre e hijo”.

Estudió música?

Nunca, porque no podía. Mi música fue toda empírica, yo aprendí mirando a los demás. Ya después que tuve algún conocimiento me di cuenta que necesitaba estudiar un poco, y me compré un librito de teoría y uno de solfeo en clave Fá, porque también “rasguño” el contrabajo, y así más o menos te puedo decir que conozco un poquito el pentagrama.
Sabemos que durante toda su vida trabajó con muchos grandes músicos, no solamente de Cuba.

He tenido la suerte de trabajar con el trío Universal, con los hermanos Castillo, Angel Almenares, Mario Rudis, Miguel Angel Justiz y con Pedro Espí, más conocido como “Pedro el cojo, y el privilegio de alternar con Sindo Garay El primer tema “En casa de Pedro el Cojo” lo hice yo y se grabó con Los Compadres, y más tarde lo popularizó Pacho Alonso. Actué también con Raúl Lima, Ojeda, Clavelito, Radeunda Lima Celina González, Adolfo Alfonso, Chanito Isidrón, Angelito Valiente, Fernando Alvarez, Blanca Rosa Gil, Ñico Membiela, Roberto Faz, Orlando Contreras, Orlando Vallejo y otros más. Pon ahí que Ñico Saquito era mi compañero y mi amigo.

En la televisión actué con Pedrito Rico y con Joselito, un muchachito español …

Cuba

In Dogana a Cuba

Cosa si intende con “Turista”

La persona non permanentemente residente nel paese, che entra per ragioni di Piacere, Salute, Pellegrinaggio, Sport etc. Per un periodo maggiore di 24 ore e inferiore a 6 mesi.

Computer Portatili:
Sono regolamentati e, se non si rispetta la procedura, il prezioso notebook nel quale abbiamo “scaricato” qualche migliaio di foto digitali scattate durante il soggiorno può (deve) essere sequestrato all’uscita da Cuba. Cosa bisogna fare: All’arrivo occorre dichiarare il possesso del notebook e un funzionario della Dogana vi rilascerà un documento attestante l’ingresso del computer per “importazione temporanea” (NON si paga nessuna tassa); alla partenza, basterà esibire e restituire ai doganieri il suddetto documento (non perdetelo, senza quella “prova di possesso” il computer DEVE essere sequestrato!) Aggiungiamo che all’aeroporto de La Habana non sono così fiscali. Più volte siamo passati dichiarando il possesso di un computer portatile e l’unica domanda rivoltaci era se l’oggetto fosse rimasto a Cuba. Se no… si passa senza alcuna formalità. Probabilmente negli altri aeroporti si segue la norma più scrupolosamente.
Elettrodomestici:
Possono essere importati tutti gli elettrodomestici che non superino il valore complessivo di 250 Usd. E’ proibito importare videoregistratori provenienti direttamente o meno dagli Stati Uniti d’America. Frigo o Congelatori. Impianti di condizionamento d’aria. Cucine o fornelli elettrici. Forni elettrici. Impianti scaldaacqua elettrici. Friggitrici elettriche. Ferri da stiro elettrici. Tostapani elettrici. Resistenze elettriche per apparecchi quali ferri da stiro, fornelli etc.
Armi:
Per caccia sportiva o per partecipazioni a gara di tiro si possono importare armi e munizioni con l’autorizzazione della Direzione di Sicurezza Pubblica del Ministero dell’Interno cubano.
Medicine:
10kg di medicinali nelle confezioni originali e correttamente identificabili. Sono proibiti l’importazione di sostanze emoderivate, prodotti biologici quali vaccini, antisiero, ceppi di microorganismi, etcc..
Auto:
I turisti possono importare veicoli per un termine di 30 giorni prorogabili per ulteriori 30. La dogana può disporre il Deposito di una Garanzia per autorizzare l’importazione temporale. L’importazione di Veicoli di società accreditate in Cuba devono essere autorizzati dalla Camera di Commercio cubana. I velicoli di banche straniere accreditate a Cuba devono richiedere l’autorizzazione al Banco Central de Cuba. I veicoli delle agenzie di viaggio accreditate in Cuba devono essere autorizzate dalla Camera di Commercio cubana. In tutti i casi i veicoli non devono avere la data di fabbricazione superiore a 4 anni, l’importazione è definitiva e si paga in dogana il 100% del valore del veicolo.
Biciclette, Tavole da Surf, etc.
In base alla definizione di “Effetti Personali”, a Cuba possono essere importate e.. poi ri-esportate, Biciclette per Cicloturismo o qualsiasi altro attrezzo sportivo.
Sigari e Sigarette:
In entrata a Cuba si possono portare 200 sigarette oppure 50 sigari oppure 250 gr di tabacco lavorato. In uscita: 23 sigari senza documentazione. Per quantità superiori bisogna presentare fattura commerciale di acquisto. I sigari dovranno presentarsi nella loro confezione originale con i bolli di garanzia compreso il nuovo bollo oleografico. In caso contrario i sigari verranno sequestrati.
Passaporto e Visto d’Ingresso:
Il Passaporto deve essere in “corso di validità” con scadenza successiva alla data del ritorno in Italia. Il Visto d’Ingresso è necessario e, in genere, rilasciatovi insieme al Biglietto aereo.
Denaro e Valori:
In entrata a Cuba, si può entrare con max 100,00 pesos cubani e/o 200,00 Pesos Convertibili. Per il resto non c’è limite. Nel caso si intenda uscire da Cuba con un importo superiore a 5.000,00 dollari bisogna dichiarare all’entrata nel paese l’importo trasportato. Nessun limite all’importazione di Pietre preziose e metalli ma vale il limite di cui sopra. In uscita da Cuba: è proibita l’esportazione di importi superiori di 100,00 Pesoso cubani e di 200,00 Pesos convertibili. Si può lasciare il paese con più di 5.000,00 dollari solo se si è presentata la dichiarazione di trasporto valori all’entrata nel paese.
Rum e Vino:
In entrata si possono importare 4 bottiglie di vino o di altre bevande alcoliche. Idem per l’esportazione.
Apparecchi di Trasmissione:
Per l’importazione dei seguenti articoli è richiesta l’autorizzazione del Ministero delle Comunicazioni cubano. Fax, Centralini e apparecchi telefonici. Apparecchi e sistemi di Telex. Apparecchi ricettori di radio e TV professionali (non domestici). Sistemi di rilevamento GPS. Apparecchi ricettori di Satelliti.
Arte:
Tele, artigianato
Il Carnevale dell’Habana, un balletto ambulante

Il Carnevale dell’Habana, un balletto ambulante

Di Mirta Núñez Pampín – Especial para Lovelycuba.com…Al Carnaval de Cuba me voy,donde mejor se puede gozar…”

Luci, fuochi d’artificio, musica e gioia, ed molto di più troverai nel Carnevale dell’Habana. Il malecón avanero, posto ideale per la celebrazione, diventa festa e allegria. I palchi si affollano di gente pronta a divertirsi, altri girano ballando qua, bevendo una birra là o semplicemente chiacchierando un po’.

Però all’Habana queste feste non sono nuove, risalgono a due secoli fa. I primi partecipanti furono gli schiavi, che ricevevano autorizzazione il Giorno dei Re per girare le strade slegando i loro corpi e le loro lingue e dimenticando, almeno una volta, l’umiliante controllo del padrone. I loro balli ed i loro canti mistici facevano tremare la città che arrivava al XIX secolo.

All’inizio, i neri indossavano vestiti, accessori e travestimenti della loro rimpianta terra africana. Successivamente comparirono vestiti e oggetti regalati dai ‘buoni’ padroni.

La musica, essenzialmente africana, fu mano a mano acuisendo una propria personalità, fino a diventare La Conga genere musicale che oggigiorno tutti i cubani adorano. Naturalmente, non mancarono le influenze degli antenati europei – suvvia! ..che di puro puro non c’è quasi più niente..

Le classi dominanti crearono le loro feste e così nacquero due carnevali: il nero ed il bianco. “Il Carnevale Bianco” veniva celebrato in primavera con una moltitudine di carrozze sfilanti, di “volantas” e “quitrines” (altri tipi di carrozze). Al passaggio delle signore, lussuosamente vestite, venivano lanciati dei fiori, come gesto d’eleganza.

Ma alla fine del XIX secolo le autorità dell’Isola vietarono la partecipazione dei neri nei festeggiamenti per il Giorno dei Re. Per fortuna trovarono una saggia soluzione: si sarebbero festeggiati insieme i due carnevali a marzo. Nacque così il buon ‘ajiaco cubano’.

I “quitrines” e le “volantas” si trasformarono in Carrozze: grandi piattaforme rotanti perlopiù su vari piani, con bellissime scenografie ed un “carico” di belle ballerine. I fiori furono sostituiti dalle stelle filante e dai confetti. E l’antico transitare dei neri si trasformò in “comparsa” cioè un blocco umano disciplinato che danza ed esegue coreografie artistiche.

L’Alacrán, La Jardinera e Los Marqueses de Atarés sono tre “comparsas” che partecipano al carnevale avanero da più di cento anni.

L’Alacrán ricrea le attività dei zuccherifici di epoche passate. Si possomo vedere tagliatori di canna (cortadores de cañas), i capisquadra (mayorales), gli schiavi, la frusta, la canna ed i torchi (trapiche).

La Jardinera è, tra le tre comparsas, quello più colorato. Indossaso gonne, bluse e fazzoletti coloratissimi e portano cesti con fiori, perché sono giardiniere (Jardinera) “giardiniere che vanno regalando fiori”, come dice il loro canto.

I Marqueses indossano i costumi che usavano i membri dell’aristocrazia coloniale avanera. Vestivano abiti molto eleganti come il frac nero, bombetta e bastone e le donne vestiti lussuosi, imitando, scherzosamente, le antiche Dame di società.

La conga si fece sempre più presente fino ad arrivare ai nostri giorni, ormai riconosciuta come il ritmo cubano che meglio esprime l’identità nazionale.

Questa musica è la più elegante, più allegra e allo stesso tempo più morale di tutti i balli cubani. È l’unico che non rappresenta, sensualmente, la conquista della femmina. E la “sfilata” con la Conga come musica di passi appiccicosi e facili da imparare, è una danza interminabile di corpi che non si affaticano, di bocche che non si stancano di cantare e di gambe che non smettono di ballare.

Però il Carnevale avanero è molto di più, sono decine di orchestre che suonano in “speciali” locali all’uopo attrezzati per i danzatori, è assaporare un buon “tamal” di mais cubano, assaggiare un freddo e cubanissimo “mojito” e scoprire i colori della notte.

Ci sono inviti che non si possono rifiutare, ti invito ad essere anche tu un “carnevalero” del Carnevale Havanero. Partecipare sarà così entusiasmante che la racconterai a tutti i tuoi amici, ed allora saranno loro quelli che verranno il prossimo anno.

E conosci già lo slogan, devi solo intonare…“…al Carnaval de Cuba me voy donde mejor se puede gozar…”

viaggio a Cuba

Bagaglio per il viaggio a Cuba

Passaporto in corso di validità alla data del rientro in Italia

Visto d’ingresso a CUBA (necessario) vi sarà consegnato insieme al biglietto. Secondo le norme cubane è sufficiente indicare sul modulo del Visto l’indicazione dell’Hotel, qualche volta viene richiesto di mostrare il Voucher di prenotazione. Il Visto è’ valido 1 mese prorogabile di mese in mese fino ad un massimo di due mesi. Conservatelo bene, va riconsegnato all’uscita dal paese, in dogana. Nel caso non vi venisse consegnato da chi vi vende il Volo potrete richiedere il Visto al Consolato di Cuba a Milano o a Roma o agli Uffici Lovelycuba.

Guida & Mappa Stradale: Utilissima per percorrere le strade cubane, sapere ove sono locati gli Hotels, conoscere il panorama di offerta turistica cubana. ORDINA LA TUA COPIA

Vaccinazioni: non c’è bisogno d’alcuna vaccinazione, non ci sono animali pericolosi nè serpenti velenosi.

Assicurazione di viaggio: insieme al volo acquistate quasi sempre una assicurazione. Leggete per bene le Condizioni Generali della Polizza, molto probabilmente ciò che viene assicurato è solo l’Annullamento Viaggio. Noi di Lovelycuba associamo ad ogni nostro cliente un’assicurazione specifica per Cuba. Nell’Isola l’assistenza sanitaria agli stranieri viene erogata solo a pagamento, ecco perchè della nostra scelta di associare ai soggiorni Lovelycuba una Polizza Assicurativa Europ Assistance con rimborso per Spese Mediche fino a 5.000 Euro e furto, smarrimento, avaria del Bagaglio fino a 750 Euro. Con noi avete la possibilità di aumentare i massimali o di integrare alla polizza altre voci quali l’annullamento viaggio, la Responsabilità Civile e Infortuni di Volo.

Medicinali: si possono portare senza alcun problema sempre avendo l’accortezza di trasportarli nella loro confezione originale. Consigliamo: Tachipirina, Cerotti, antibiotici e qualcosa contro la diarrea

La Valigia: meglio se trattasi di una valigia rigida e BEN PROTETTA, a volte l’apertura del bagaglio avviene negli aeroporti più insospettabili, (ricordate Venezia aprile 2000?) NON ECCEDETE i Chili assegnati dal biglietto (in genere 20 Kg in Classe Economica), potreste trovarvi a pagare l’eccedenza sia nell’aeroporto di partenza che in quello d’arrivo a Cuba. Non inserite nel bagaglio ALIMENTI freschi (formaggi, salumi, verdure o frutta se non ERMETICAMENTE sigillati) al limite portatevi pasta, olio e quant’altro fa parte della vostra dieta, (ma a Cuba trovate tutto o quasi)

Non dimenticatevi i costumi da bagno, la crema solare, gli occhiali da sole e dei comodi sandali, oltre al vostro guardaroba estivo. Se optate per occidente (La Habana) nei mesi invernali, la sera può far fresco ed un golfettino o un giubetto primaverile vi sarà molto utile. Ad oriente (Santiago de Cuba) non avrete questa necessità, è molto più caldo.

Fumate? a Cuba le pagate qualcosa in meno, oltre alle varie Marlboro (2,00 CUC), troverete delle ottime “bionde”, le Hollywood, a 1,20 CUC.…