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Milano, 2 luglio 2002
"Siamo qui, direttamente dall'aeroporto di Malpensa,
senza neppure avere avuto il tempo di metterci i tacchi
alti e di cambiarci", dal palco del Palavobis scherza
Gladys Caballero, la più anziana del trio 'Las señoras
de la Habana'. Sono appena arrivate da Cuba, invitate da
Arci Metromondo e dall'associazione Italia -Cuba per partecipare
all'iniziativa di solidarietà che vuole portare un'ambulanza
a Niquero, dopo un tormentone durato giorni per il visto
che l'ambasciata italiana non voleva concedere. Ma le ore
di volo sembra non le abbiano neppure sfiorate: allegre
e vivaci, si lasciano andare a battute:"seguiamo la
tradizione cubana delle donne con voce armonica che suonano
la chitarra.
Siamo le migliori, anche perché uniche", gioca
Gladys, 65 anni compiuti il 22 giugno che, con questo arrivo
in Italia, ha avuto "il più bel compleanno di
tutta la vita". Si scatenano con ritmi che smuovono
il pubblico e lo fanno ballare; passano a un qualcosa di
morbido "un bolerito suave, perché alla nostra
età non possiamo permetterci di agitarci troppo",
per smentirsi un attimo dopo con la canzone successiva,
un son trascinante con tanto di invito: "chi viene
a ballare sul palco con me?", chiede la vivacissima
Gladys.
Invito raccolto al volo e la festa comincia, sul palcoscenico
e nel parterre. Prima di entrare in scena, nel camerino,
da ottime professioniste si preoccupano di scaldare gli
strumenti, arpeggiando sulla chitarra o avvicinando il cuoio
delle percussioni alle lampadine "con la troppa umidità
gli strumenti non danno il meglio", dicono con l'atteggiamento
di chi se ne intende di musica senza alcuna ombra di sufficienza.
Nella musica e negli spettacoli ci hanno passato una vita
intera, chi nel gruppo Anacaona chi, invece, cantando canzoni
campesiñas, son, guarachas, Trova e anche ritmi messicani.
Nel '97 la svolta e l'idea di creare un trio "siamo
di famiglia e suonare piace a tutte: perché allora
non provare a fare insieme uno spettacolo?" dice Dalia
Rodriguez, la direttrice del gruppo.
Stanno bene insieme "no
estamos muy buenas, pero callamos bien" ride
Gladys, mentre Xonnia Nodarse aggiunge "siamo tutte
innamorate della musica e del nostro lavoro e non si può
rinunciare a quello che si sente".
E il loro ritmo si avverte quando cantano, si muovono,
si agitano e coinvolgono la gente con l'energia di tre ragazzine
fresche e riposate. Sentirle fa bene alla salute per l'energia
che sprigionano. Sono contente dell'intervista: "Davvero
saremo su Internet? E potranno vederci anche gli
amici a Cuba?" è la domanda all'unisono e al
mio sì ridono felici, mentre Dalia, la più
riservata, prende il coraggio a due mani per chiedermi "ma
è lontano il Ponte dei Sospiri? E' così romantico!"
E ringraziano, per quello che si sta facendo per Cuba, per
l'aiuto, l'amore e la solidarietà.
Le Signore di Cuba
sono arrivate e hanno portato con loro la freschezza e l'allegria
di chi non si è montato la testa, ma continua a lavorare
con passione ed entusiasmo.
C'è solo un dubbio che mi arrovella: mi ha colpito
più la loro bravura o la loro simpatia? Non riesco
a scegliere: facciamo pari e patta, sono trascinanti in
tutti i sensi.
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