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Assago, 27 giugno 2002
Quando è arrivato sul palco la pioggia ha smesso
di cadere, e le zanzare si sono ritirate in segno di rispetto.
Saranno state coincidenze atmosferiche, però il concerto
che Polo Montañez,
il 'guajiro natural'
ha tenuto al Festival latinoamericando ad Assago è
stato all'insegna delle migliori condizioni climatiche di
questo torrido giugno. Il festival è colorato e pieno
di gente; nonostante la pioggia c'è la fila al parcheggio:
un popolo di entusiasti disposto ad affrontare le avversità
atmosferiche per ascoltare il nuovo re delle classifiche
a Cuba e in America latina. Poi, quando Polo arriva sul
palco, le ultime gocce di pioggia finiscono e lui comincia
a cantare le canzoni del suo primo disco, quelle che lo
hanno reso famoso.
Tutti le conoscono a menadito e cantano insieme a lui.
Dice qualche parola in italiano ed è un delirio di
applausi; il pubblico si esalta mentre sventolano bandiere
cubane e glutei internazionali, tutti uniti dalla medesima
musica, dalla stessa allegria. "Questa canzone non
posso cantarla da solo: volete cantare insieme a me?",
chiede Polo mentre in sordina partono le note di 'Un
monton de estrellas' e il pubblico risponde, canta,
balla, ride ed è felice.
Polo non si risparmia, tiene il palco per due ore filate,
regala alcuni brani del suo prossimo disco che uscirà
a settembre in Italia, tra cui la splendida 'Mi
guitara'. Nel finale, mentre il pubblico è
sempre più effervescente, scende dal palco a microfono
teso per coinvolgere tutti e regalare le ultime canzoni.
Un trionfo.
A fine spettacolo, emozionato dal successo, Polo Montañez
che, sino a tre anni ha suonava alla Moka nell'occidente
cubano, concede a Lovelycuba una veloce intervista, organizzata
da José Fabiani
e dallo staff di Latinoamericando.
Nel retro del palco mi abbraccia e dedica il suo abbraccio
a tutti i frequentatori di questo sito "perché
in Lovelycuba c'è
amore, anche nel nome. E l'amore è tutto", dice.
D'altronde è proprio l'amore il leit motiv delle
sue canzoni: "ho sofferto molto per amore, mi sono
stati fatti molti dispetti, ma il sentimento rimane, ed
è la cosa più importante.
Le mie canzoni nascono da lì: le donne sono importantissime
e le amo tutte, cubane, italiane, colombiane, messicane
a
qualsiasi paese appartengano, e sono loro che mi fanno sognare,
scrivere e cantare" dice sorridendo. Ma come è
cambiato uno che cantava alla Moka e adesso è diventato
una star internazionale? "sono cambiati gli impegni,
ma non il sentimento. Io sono sempre lo stesso: sono nato
a Pinar del Rio e lì morirò", risponde.
E c'è qualcosa che vorrebbe dire agli italiani?
"Che amo il mio Paese, la mia gente, ma amo anche gli
italiani, e voglio tornare tante volte in Italia perché
sento molto la gente e questo mi piace molto, mi fa felice",
conclude.
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