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Cuba è paese magico, e senza dubbio il pittore Cosme Proenza
(Holguín 1948) è uno dei migliori esempi.
Con un'opera carica d'originalità e ricorrenza, marcata
da tutte le correnti conosciute, Cosme maneggia autoritratti,
quadri di fauna, navi, boschi, simboli, steccati e cordigliere,
come il bambino maneggia i suoi giocattoli.
Con una solida formazione pittorica e senza la minor concessione
agli interessi del mercato, l'artista utilizza l'olio, la pittura
di cavalletto, la prospettiva ed il chiaroscuro. Il suo lavoro,
non (localista), s'inserisce alla necessità di spiritualità
che sente l'uomo e quest'ultimo lo riceve come la migliore risposta
davanti a un mondo marcato da un alto grado di sviluppo incrudelente.
Saggi collezionisti, musei e gallerie di grande prestigio nel
mondo, si arricchiscono con il lavoro di Cosme, che, riconoscendo
che "... essere cubano è essere barocco..." permette
la libera entrata al suo studio a tutte le muse dell'universo,
le stesse che costringono l'artista a creare opere nelle quali
tu potrai perderti e ritrovarti, o sognare per sempre, senza svegliarti
mai. E se vuoi confermarlo in situ, non pensarlo, in Jíbara
Holguín, città tirata fuori da una bella cartolina
turistica, ti aspetta la galleria personale di Cosme. Arrivare
lì è facile, il dilemma sarà congedarti.
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