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Mi raccontava mia nonna, che conobbe di persona Don Emilio Bacardí,
che quell'uomo aveva un talismano: il pipistrello. Per
questo, l'immagine in metallo di questo animaletto venne collocato
in cima al nuovo edificio.
Molti non capiranno che relazione intercorre fra questo mammifero
volante, il rum e la ricchezza, è logico. Soltanto il signor
Bacardí e i suoi parenti sapevano che la prima distilleria
fu scelta come abitazione da un pipistrello, cosa molto particolare
visto il timore che nutre questo animale verso l'uomo.
Fu da questa fabbrica che vennero gettate le basi della rinomata
fortuna che la famiglia Bacardí raggiunse in seguito. La
fortuna non segue percorsi prestabiliti.
Al suo interno l'edificio fu progettato per divenire la sede
dell'impresa, quindi dispone di 34 sezioni ben condizionate. Per
le sue attrattive e la sua posizione anche il Tour operator LOVELYCUBA
ha scelto questo edificio per la sua sede cubana.
Fra gli spazi interni spicca l'ingresso formato da due ampi saloni
completamente rivestiti,nei pavimenti, pareti e soffitti con marmi
provenienti dall'Europa. Difficile che chi entra per la prima
volta in questo edificio non resti meravigliato da tanto splendore.
Senza dubbio, visto che l'unanimità dei gusti non è
una qualità frequente degli esseri umani, mia nonna si
ricorda anche che molti degli spagnoli residenti nell'Isola mossero
mille e una critica contro il nuovo edificio. I loro gusti erano
abituati alla preziosa architettura moresca della Madre Patria.
E a tal punto il palazzo attirò la loro antipatia che gli
affibiarono il nomignolo di "El Pirulí de La Habana".
Però il signor Bacardí restò impassibile.
Non solo, volle mettere un altro elemento degno d'ammirazione.
Nel giorno dell'inaugurazione, nel 1925, pose in cima il
pipistrello metallico, padrone dell'altezza: da quel momento e
per molto tempo fu l'Edificio più alto di Cuba.
La ditta Bacardí acquisì nuova fama e promozione con
il suo "Pirulì", anche se non credo fosse molto
necessario perchè era già universalmente noto ed aveva
il titolo di 'Fornitore della casa Reale Spagnola'. Questa onorificenza
la ottenne nel lontano 1886 quando ad un figlio del Re spagnolo
Alfonso XVIII, gravemente malato, dopo aver provato decine di
diverse medicine i medici reali cominciarono a somministrare dosi
giornaliere di liquore Bacardí. Il piccolo futuro governante
si ristabilì completamente. Per questo forse dunque molti
criticano ancora e con forza la "malignità" del
rum
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