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Non ti ho fatto né celeste né terrestre, né
mortale né immortale, affinché da te stesso, liberamente,
in guisa di buon pittore o provetto scultore, tu plasmi la tua
immagine - Pico Della Mirandola - Oratio de hominis dignitate.
C'è bisogno di una teofania , di dei che ritornino nel
quotidiano, che ci accompagnino sfumando realtà e sogno
in un universo poliedrico e metamorfico. Maria Giulia Alemanno
provvede a ricreare con la sua"Santeria epifanica" una
dimensione in cui orishas e santi cattolici si incarnano in presenze
e suggestioni. Fateci caso, le sue figure o danzano o fissano
vuoti esistenziali in attesa di rivelazioni e incontri.
Cuba, per lei, ha rappresentato la lacerazione di un sipario
che separava rigidamente la realtà dal sogno. A Cuba, Maria
Giulia, ha annusato e investigato il mondo sincretico della "Herencia
clasica".Come una Alice precipitata nella tana del coniglio
in un paese dove si " convierte lo cotidiano en extraordinario",
ne ha esplorato anime e dimore, con frequentazioni ed incontri
con Santeros e Babalawos, cogliendone le profondità antiche
e segrete, per ricomporle in operazione pittorica.
Danzano o immobili guardano. I quadri di Alemanno si popolano
sia di personaggi reali che trascendentali, ma gli uni e gli altri
sono partecipi di un' identica cosmogonia. Il pennello li descrive
con urgenza, la incalza la paura di perdere l'attimo sospeso della
rivelazione. Il colore crea atmosfera, a volte rarefatto, a volte
avvolgente, per collocare le sue proiezioni in dimensioni cangianti.
E' una danza antica quella che attraversa la sua Santeria, un
ritmo africano, sempre ipnotico, a tratti incalzante, poi di colpo
inchiodato in una fissità attonita. Una danza che è
teatro, ricomposizione scenica, perché come negli antichi
misteri dionisiaci ed eleusini, le maschere dell'azione teatrale
non sono altro che i trasfigurati dal Dio, gli invasi dallo spirito,
coloro che sono colti dall'estasi del soprannaturale.
E Maria Giulia ricrea questo universo misterico lasciando spazio
e misura perché vi si introducano i sensi, portati dalla
presenza delle cose che stanno " di fronte a noi" e contemporaneamente
" in noi". Sono frammenti di dejà vu esposti nei
termini di un enigma, elementi di un gioco che non è possibile
ricomporre soltanto con l'aiuto della logica, ma biglietti di invito
per un viaggio dentro l'inconscio e l'ancestralità "
como si fuera esta noche la ultima vez". |