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La Habana ha sempre avuto tra le sue attrattive la presenza del
mare bagnando gran parte del suo territorio, ed anche l'esistenza
di fiumi così copiosi d'acque ed estesi come il fiume Almendares.
Essi hanno aggiunto bellezza all'ambiente ma allo stesso tempo
imposero limitazioni agli incroci stradali da un quartiere all'altro,
quando la città andò crescendo verso la periferia.
Anche se la città fu fondata dai conquistatori spagnoli
il 16 novembre del 1519, fu solo lo scorso secolo che furono progettati
e costruiti i tre tunnel, uno sotto il mare e gli altri due sotto
il fiume Almendares, che dotarono la già popolosa città
di vie di collegamento rapide per andare da una parte all'altra.
Ingegneri e tecnici specializzati eseguirono i progetti dei tunnel
della baia dell'Avana per andare ad est e di quelli che collegano
il lungomare habanero con la Quinta Avenida, così come
quello della via Línea, che permette arrivare rapidamente
ai quartieri di Miramar e Marianao.
IL TUNNEL DELLA BAIA
Fu l'associazione francese Grands Travaux di Marsella quella
contrattata per costruire sotto la baia habanera l'esteso tunnel
di 733 metri di lunghezza, una delle sette meraviglie dell'ingegneria
civile cubana.
In 30 mesi ed utilizzando le tecniche più moderne dell'epoca,
prese vita l'opera, finita a maggio del 1958, e che diventò
posto di obbligata visita per coloro che arrivano alla capitale
cubana attratti dalle sue singolarità architettoniche,
culturali e storiche.
Molte persone ritengono un'avventura attraversare su un veicolo
questo accesso per la parte est della città, dove ci sono
spiagge incantate; ed anche se si ha la sensazione di ronzio nelle
orecchie, l'emozione di sapere che ti muovi senza pericolo sotto
il mare, supera qualsiasi sensazione di malessere.
Due sezioni che assomigliano ad enormi tubi di cemento fusi in
situ ed uniti da due pezzi metallici, formano il tunnel della
baia habanera, che misura più di 21 metri di larghezza
e 7,10 metri di altezza.
Il francese Jean Courbon fu il creatore di questa via di collegamento,
che permise di ridurre da 25 chilometri a poco meno di un chilometro
la distanza tra l'Avana Vecchia e la parte est della città
(prima era necessariogirare intorno alla Baia).
Quest'opera dell'ingegneria civile ha attirato l'attenzione di
numerose persone e note figure tra cui l'urbanista francese Charpentier,
che qualificò l'entrata del tunnel simile ad un'orchidea,
poiché le sue intersezioni si estendono a forma di petali.
Quando arrivò ai 40 anni, il tunnel fu sottoposto ad una
ristrutturazione completa con l'assessorato di una compagnia francese,
che permise di aumentare la capacità di circolazione di
veicoli.
Adesso possono circolare quotidianamente sotto il mare, circa
60 mila automobili.
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