Foto: Archivo y Juan G. Cuadras
Se scrivo il nome di Abdón Senén Suárez Hernández, sicuramente molti non sapranno a chi
mi riferisco. Però se dico semplicemente Senén
Suárez, tutti sapranno di chi parlo. Quello che quasi tutti ignorano è che
costui suona il tres con la mano
sinistra, fatto non comune tra i suonatori del popolare cordofono.
Quello che si pettinano già i
capelli bianchi, o che nemmeno li pettiniamo perché si persero tanto tempo fa,
ricordano questo gioviale matansero che, nato in Manguito nel 1922, da
ragazzino spiccò nell’amplio panorama musicale del paese e, in particolare,
fece brillare, con tanti successi, suoi e di altri autori cubani e stranieri,
la radio, la TV ed i centri notturni avaneri con il suo famoso Combo (suo gruppo musicale, durante gli
anni ‘60 e ‘70 .
Ma, per parlare di questo
noto musicista cubano, dobbiamo risalire ai suoi inizi, quando ancora ragazzino
riceveva le sue prime lezioni di tres
dal suo primo maestro, Sabino Peñalver, e le lezioni di teoria,
solfeggio ed armonia da altri musicisti degli anni ‘30. in quei tempi, fa parte
di gruppi musicali, tra cui, l’orchestra di Ito e quella dei Fratelli Valladares,
ma raggiunge i suoi primi trionfi dopo aver vinto nella “Corte Suprema del Arte”,
popolare programma radiofonico di quell’epoca.
Altri momenti ed altri spazi ebbe tra il Conjunto de Gales, dove suonò il tres, e in Luis Plat y sus Guaracheros, con la prima chitarra. Fondò il Conjunto Colonial e fece parte
dell’equipe di Celso Vega y su Quinteto, con
cui registrò per la Panart.
Più tardi prese parte dei
Guaracheros de Oriente, sotto la
direzione di Ñico Saquito, e anche del Conjunto Ernesto Grenet, accompagnatore
durante vari anni di figure di gran fama fra cui Rita Montaner.
Nel 1950 organizza il Conjunto Senén Suárez che incise nel
1952 per il marchio Puchito, il
famoso pezzo “Guaguancó callejero”, di Ignacio Piñeiro, la cui popolarità gli aprì le porte delle case
discografiche come la RCA Víctor.
Nel 1957, incise con i maestri Orestes Urfé, Walfredo de los Reyes, Tata Gúines, Gustavo Tamayo, El Pibe, Homero e Adriano Rodríguez, il disco Los mejores músicos de Cuba e
pubblica un metodo di chitarra con sei edizioni sino ai giorni nostri; in
quegl’anni realizza celebri assoli strumentali di chitarra nel Salón Rosado dell’Hotel Capri.
Già nel 1959 ristruttura l’antico
gruppo per farlo diventare uno dei gruppi più famosi degli anni ‘60 e ‘70, Il Combo de Senén Suárez, con nuovi
successi nell’ambito della musica strumentale, come il piaciuto pezzo del film
omonimo “La muchacha de la valija”, così come “El
primer beso” e “Vi un león”.
Ugualmente in quell’epoca le
sue serate con il suo gruppo nel cabaret Tropicana
furono molto famose...
UN VASTO
REPERTORIO
Impressionante catalogo quello di
Senén, che con più di cento opere che abbracciano svariati generi musicali,
comprende un’amplio spettro che va dal son al rock and roll, passando per il
bolero, la guaracha, la guajira e la rumba (nelle sue diverse modalità), e
tante altre espressioni della nostra ricca musica popolare.
Ricordo adesso temi di grande
successo, tra cui “Mi bumba né”, “Vengo cepillando”, “Dele pena”,
“Sandun-guéate”, “La sopa en la botella”, “Soy campesino”, “Mi noble querer”,
“Ahí namá quiero el ritmo”, “Qué sabro-seao”, “Guasabeando el rock and roll”, che gli fecero guadagnare gli
applausi e l’ammirazione di tutti.
Con questo catalogo, che
comprende anche il suo classico bolero “Eres sensacional” diventato famoso con
la voce di Alfonsín Quintana, la musica del nostro
compositore, arrangiatore, tresero, chitarrista e direttore di gruppi fu
portata al cinema e a tanti dischi da noti voci e gruppi, come Celia Cruz, Benny Moré, Fernando Álvarez, Bienvenido Granda, Nelson Pinedo, Carlos Argentino, Oscar D’León, la Sonora Ponceña,
la Orquesta Aragón, ecc.
ALTRE
VOCI, ALTRI AMBITI
Il mondo dello spettacolo, le tournèe
artistiche e i mass media occuparono molto tempo all’autore. Programmi
televisivi (Telefiesta) ed anche
radiofonici (RHC Cadena Azul, Progreso, Liberación e COCO), con
spazi quotidiani dedicati alla sua opera musicale, così come le
tournèe:Venezuela negli anni ‘50, e, dagli anni ‘60, Indonesia, Canada, URSS,
Guinea, Nicaragua, Granada e Angola, tra altre molteplici attività e paesi, completano
il suo sorprendente curriculum artistico.
Senén, lei lasciò il mondo dello spettacolo
nel 1988, con circa 150 composizioni, di cui più di cento registrate in
numerosi dischi. Quale fu il primo
pezzo registrato?
Fu “Mi
bumbabé” nel 1945 e lo registrò
Cascarita con l’
orchestra Casino de la Playa.
Ci sono dei nuovi CD registrati?
Sí, fu inciso in Spagna,nel 1994, Guaguancó callejero; poi fu Alborada, in Madrid
nel 1998, con tre pezzi miei degli anni ‘46 e ‘47, “La cuenta del vigilante”,
“Siempre te adoraré” e “Toda una eternidad”. Anche Regreso feliz, nel 2002, con l9 pezzi, tra i quali il
mio bolero “Eres sensacional” che canta
Fernando Álvarez, che interpreta anche “Mi falso querer”, e “Soy campesino” nella
voce del Benny.
Maestro, lei cantò con mostri del bolero e del
son...
Allora, cantai con Orlando Vallejo, Tony Tejera,
Roberto Valdés, Estanislao Zureda (Laíto), Raúl
Planas, Paulina Álvarez, Bobby Leonard, Edelia Ferrer, Pedro Gómez e tanti altri...
Se da giovane
pubblicò un metodo per chitarra, in piena maturità e con la esperienza
raggiunta realizzò un solido saggio su uno dei più ricchi temi della nostra
musica popolare: Le radici del son.
Dedicato “ai miei genitori Hilario e
Lorenza” e presentato a Barcellona nel 1998 da due note musicologhe cubane
(le dottoresse María Teresa Linares
e Victoria Eli), diventò un successo
nel mondo specializzato di Hispanoamerica.
Al Maestro Senén Suárez
sono state consegnate alcune distinzioni conferite alle grande personalità
della nostra cultura, fra cui la Orden
por la Cultura Nacional, la Medalla Adolfo
Guzmán 2000 e altri riconoscimenti conferiti dall’ Associazione di
Musicisti dell’Unione di Scrittori e Artisti di Cuba, e dal Centro Promotore
della Musica “Benny Moré”, in
occasione del compimento, lo scorso 30 luglio,
dei suoi 80 anni.
Tropicana Internacional - Calle 6 n° 313 entre 13
y 15 - Vedado La Habana - Tel. +53 7 879 8784
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