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Nell'area dedicata alla Regla de Ocha o Santería, riti
e credenze portati a Cuba dalla Nigeria, è possibile contemplare,
tra altre rappresentazioni, la replica, di un negro babalawo (o
babalao), sacerdote della religione yoruba, pronto a predire il
futuro, e un trono di Obbatalá, Divinità Maggiore,
rappresentante dalla pace, l'intelligenza e la purezza.
In un altro spazio c'è la sala destinata alla Regla de
Palo Monte o Regla Conga, cultura portati dai negri congo, uomini
strappati dai loro territori che attualmente occupano Angola e
Congo e che furono portati a Cuba come schiavi. Lì si esibisce
una nganga palera, recipiente in ferro che contiene strani e diversi
oggetti e dove si dice abita uno spirito con poteri sufficienti
per aiutare il suo padrone a vincere qualsiasi difficoltà
e a compiacere le sue richieste.
E non poteva mancare la misteriosa e maschilista Fraternità
Abakuá, proveniente dalla regione del Calabar e che stabilì
le sue radici fondamentalmente nelle province di La Habana e Matanzas.
Società che non solo rifiuta l'ingresso al sesso femminile,
ma dove solo possono appartenere gli uomini di provato coraggio.
Così recita il loro slogan: "Per esser uomo non c'è
bisogno di essere Abakuá, ma per essere Abakuá è
necessario essere uomo".
Leggende, abitudini e tradizioni accompagnano il visitatore durante
il percorso e veramente il tempo sembra poco per scoprire una
cultura popolare, tradizionale ma attuale, con un bagaglio culturale
che impressiona e dei pataquies (leggende) che suscitano la riflessione.
In poche righe non è possibile spiegare tutta questa matassa
socioeconomica, religiosa e culturale, è per questo che
ti invito a cercare qual'è l'avatar, così chiamano
ai cammini degli Oricha o Divinità africane, che ti può
portare alla cittadina di Guanabacoa.
Per mio conto, proprio adesso capisco alcuni segreti casalinghi
che nella mia infanzia non riuscivo a capire. Mio nonno soleva assentarsi
misteriosamente da casa. Nessuno rispondeva le mie domande, ma sempre,
il giorno dopo, il nonno si alzava cantando una canzone popolare
dell'epoca
"Me fui a Guanabacoa en busca de un babalao
a quitarme un muerto oscuro que ya me tenía salao
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