| La dote di ricreare, l'arte di scolpire che vibra
nei Carabi è attributo del pittore cubano Manuel Mendive,
un'artista che possiede tra le sue soddisfazioni quella di avere
a Geraldine, la figlia del famoso cineasta Charles Chaplin,
come modella.
Non per portare le linee del suo corpo alla tela, ma per far
diventare il suo volto il posto dove il pennello dell'artista
si mosse con maestria e disegnò linee e simboli, nei quali
si coniugarono la magia singolare dell'umano, la natura e gli
animali.
Quando parliamo di Mendive pensiamo da subito nei corpi umani
dipinti, sono vere sculture viventi che hanno suscitato molta
curiosità e ammirazione in Cuba e in altri paesi.
La mitologia d'origine africana è fonte d'ispirazione
per questo creatore, che si appropria dei miti presenti nella
vita dei credenti e ricrea questo cosmo nelle tele, cartoncini
o legni, e non solo, anche sulla nuda pelle delle sue modelle,
frequentemente ballerini del Gruppo Folclorico Nazionale o quello
di Danza Nazionale di Cuba.
Le sue sculture viventi sono state applaudite nelle Biennali
delle Arti Figurative nella capitale cubana, dove le sue sculture
umane sono diventate visioni oniriche piene di magia, sulle strade
avanere.
Nella sua opera c'è il paesaggio insulare cubano, i suoi
volatili, pesci, maschere e Divinità nate dal sincretismo
religioso. Su di lui gli studiosi hanno detto che è stato
capace di erigere un ponte tra l'Africa ed Europa, senza perdere
la sua identità, portando nelle sue mani la misericordia
di Obatalá ed il cayado dahomeyano di Babalú
Ayé.
Amante e protettore della flora e la fauna, quest'artista sfrutta
la contemplazione del paesaggio e gli animali che alleva nella
sua casa, localizzata nei dintorni del villaggio di Tapaste,
a circa 40 chilometri dalla capitale cubana, dove trova l'ispirazione
per dare vita e colore alle sue opere.
Manuel Mendive si diplomò nella prestigiosa Accademia
delle Belle Arti di San Alejandro nel 1963, e prese come tema
fondamentale delle sue opere i culti afro-cubani, specialmente
la mitologia Yoruba.
Non solo si dedica alla pittura ma anche alla scultura, all'incisione,
al disegno ed agli arazzi. Il suo pezzo Ollá,
la padrona del cimitero, esibito nel Museo Nazionale delle
Belle Arti, è espressione di quella forma di fare olio
su legno.
Nel 2001, a 57 anni, è stato premiato con il Premio Nazionale
delle Arti Figurative, il più alto riconoscimento ad un
artista a Cuba. Il Consiglio di Stato lo distinse con la medaglia
Alejo Carpentier e l'Ordine Félix Varela.
Già da giovane ottenne molti premi, tra i quali quello
che gli consegnarono in Giappone quando era giovanissimo e vinse
un concorso internazionale di pittura, sponsorizzato dall'UNESCO.
Membro dell'Unione Nazionale di Scrittori e Artisti e dell'Associazione
Internazionale di Artisti Plastici, questo creatore fu onorato
con l'Ordine dei Cavalieri delle Arti e delle Lettere in Francia.
Le sue opere fanno parte delle mostre di collezionisti privati
e di numerosi musei del mondo.
Cuba, con i suoi miti e credenze religiose, è sempre stata
presente nelle circa 50 esposizioni personali e 40 collettive
che ha realizzato questo noto pittore in paesi tra i quali: Italia,
Francia, Spagna, Messico, Cile, Nigeria, Gran Bretagna, Panamá,
Bulgaria, Somalia, Nigeria, Mosca.
Di lui disse la nota poetessa cubana Nancy Morejón:
L'opera di Mendive anima quella Cuba innominabile che lui ricrea
in una atmosfera di sogni, modellata da un eros abbondantemente
tropicale, inclassificabile, che può costituire ugualmente
quel piacere richiamato, come sappiamo, da neri e bianchi, da cinesi
e mulatti, da contadini, da credenti e pagani, da atei e fanatici,
insomma, da singolari esseri nella sua bella diversità che
diventa per la destrezza del pittore giardino di tutti".
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