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Nel paese Sagua la Grande, nella regione centrale di Cuba,
nacque l'8 dicembre del 1902, Wifredo de la Concepción
Lam y Castilla, un bambino mulatto, di padre cinese e madre
mulatta, che a sua volta era figlia di una negra ed uno spagnolo.
È per questo che Lam è ritenuto l'espressione di
tre continenti, ai quali si somma l'Europa, da dove raggiunse
l'universalità.
Cominciò i suoi studi d' arte nella prestigiosa Accademia
delle Belle Arti San Alejandro, all'Habana, e nel 1924 viaggiò
in Spagna per studiare nell'Accademia di San Fernando in Madrid.
Quattro anni più tardi realizzò la sua prima esposizione
personale nella madrilegna Galleria Vilches.
Visse in Spagna e in Francia, che lasciò per l'arrivo
delle truppe naziste nel 1941 tornando a Cuba, nella quale cominciò
a sviluppare uno stile pittorico, che coniugava elementi del surrealismo
con simboli della cultura afrocubana, che danno vita a
oniriche figure, alcuni di cui biomorfiche, sotto l' influsso
d'una immaginazione molto creativa.
Lam si sentì incantato per l'intensità della luce
tropicale, per l'abbondante natura e per la presenza dei culti
sincretici nell'isola caraibica, dalla quale era stato assente
diciotto anni.
Per questo suo nuovo stile pittorico, si nutrì di elementi
concreti e quotidiani della nostra realtà, in una atmosfera
fantastica e soggettiva, per creare nuovi simboli, estratti dalle
radici dei suoi antenati.
Nei suoi quadri è presente la vegetazione tropicale, come
nel quadro intitolato La Jungla, dipinto nel 1943 ed esibito
nel Museo d'Arte Moderna di New York.
Qualcosa di simile si apprezza nell'opera intitolata La Silla,
opera famosa per la qualità, bellezza e messaggio artistico.
Si considera che con questo quadro il pittore diede un passo decisivo
verso la pittura che definì la sua personalità artistica.
In essa si ricreano due stili tradizionali della pittura, la natura
morta ed il paesaggio che egli associa in una dimensione
dove coesistono il quotidiano e il mistico.
La Silla, secondo alcuni critici è concepita come
se fosse un ritratto, anche se costruito con elementi del paesaggio.
Ci sono alcuni che considerano che è un pretesto di Lam
per sviluppare il suo poetico mondo personale.
Seguendo l'ordine cronologico della creazione di Wifredo Lam
possiamo dire che dal 1941 al 1943 iniziò un lavoro d'adattamento
del cubismo e del surrealismo al mondo magico vergine
che aveva scoperto in patria, e nutrì di nuovi significati
tematiche classiche della pittura occidentale.
A partire del 1950, Wifredo Lam realizzò numerosi viaggi
in Italia, New York e Parigi, raggiungendo una maggior maturità
nella pittura, con toni quasi monocromi, in costante ricerca
di un linguaggio proprio della sua lontana terra, Cuba.
Fu precisamente in quel decennio quando si stabilì definitivamente
a Parigi, mantenendo sempre il contatto con il suo paese, nel
quale fece esposizioni e collaborò con la Rivista dell'Università
Central de Las Villas.
Alla fine del 1955 focalizzò parte della sua opera nella
ceramica, il disegno e l'incisione trasmettendo un messaggio sensuale,
iconografico, con una gran influenza dei culti sincretici, con
le variazioni stilistiche del suo creativo lavoro artistico.
Wifredo Lam illustrò nel 1976 un libro del Premio Nobel
di Letteratura Gabriel García Márquez, intitolato
L'ultimo viaggio della nave fantasma.
Nel 1982 si spense a Parigi, e lasciò molte
opere esibite in musei e collezioni private in tutto il mondo.
Cuba, la sua terra natale, gli rende omaggio con la creazione di
un Centro d'Arte Contemporanea con il suo nome e con sede
in una casa nel Centro Storico della Città dell'Habana.
Qui si espongono molti dei suoi quadri e si organizza, ogni due
anni, la Biennale Internazionale delle Arti Figurative, che
celebra la prossima edizione nel dicembre del 2003. |