TROPICANA, PARADISO STELLATO

Di María Elena Balán Saínz

 

 

Fu l’italiano Vittorio di Correa, un uomo avvezzo agli affari del mondo dello spettacolo che ebbe l’idea di creare un night club in una proprietà chiamata “Villa Mina” nella periferia della zona sub-urbana di Marianao, all’Habana, verso la fine degli anni ‘30.

Lui volle creare una versione tropicale del Folies Bergere, anche se molti pensarono che non avrebbe avuto molto successo. Evidentemente si sbagliarono perché il locale, inaugurato il 31 dicembre del 1939, e che fu battezzato un anno dopo con il nome di Tropicana, è il più famoso locale notturno di Cuba e uno dei più noti del mondo.

Tant’è così che migliaia di turisti vengono nella capitale cubana proprio con il desiderio di visitare questo luogo, che offre oltre a ricchi piatti e cocktails, la possibilità di conoscere la migliore musica dell’isola caraibica in uno spettacolo che ha fatto storia.

Il suo impatto è stato così forte che a Santiago del Cile si sta preparando una replica del Tropicana, nella sede dell’edificio noto come Porto Mapoche, che verrà inaugurata entro quest’anno del 2004.

A Tenerife, nelle Isole Canarie, a febbraio di quest’anno è stato inaugurato un altro locale chiamato Tropicana, dove artisti cubani si esibiscono per sei mesi all’anno. L’affluenza di europei è così grande, che i responsabili stanno pensando di portare da tre a sei il numero degli spettacoli settimanali.

Nel frattempo il Tropicana avanero conta sul Ristorante Los Jardines, il boemo Café Rodney e due saloni. Il salone chiamato “Bajo las Estrellas” unisce la vegetazione tropicale con la tecnica dello spettacolo all’aperto, che può essere ammirato da 1.000 spettatori al contempo, in un ambiente dove il rum, l’habano ed i ritmi afrocubani rendono davvero speciale l’atmosfera.

Prestigiosi personaggi come Nat King Cole, Josephine Baker, Xavier Cugat, Los Chavales de España, Pedro Vargas e Libertad Lamarque hanno calpestato questo palcoscenico.

Dal 1949 identifica questo “cabaret” la scultura di una ballerina, creata dalla nota artista cubana Rita Longa, appositamente per questo emblematico posto dello spettacolo artistico. Vi è anche la Fontana delle Ninfe, dello scultore Aldo Gamboa, che dà il benvenuto ai visitatori.

Per il suo prestigio, architettura, e storia culturale Tropicana fu dichiarato nel 2002 Monumento Nazionale, una condizione che ostentano solo i posti più noti di Cuba.

Il corpo di ballo di questo cabaret ha girato tutto il mondo ed è stato applaudito in tutti i continenti per il modo di ballare, per la coreografia e per i costumi in cui si evidenziano i simboli più autentici del tropico, dai frutti e fiori che abbelliscono cappelli, turbanti ed accessori, alla presenza di elementi dei culti sincretici.

Ballerini, orchestre e vocalisti portano sul palcoscenico un insieme di storie che rappresentano miti e leggende cubane, distinte dal colorito e fastosità dei vestiti, le luci, la musica e l’umore.

È così accogliente questo Cabaret, che i ricchi uomini d’affari di tutto il mondo lo scelgono per partecipare, in occasione del Festival Internazionale dell’Habano, alla cena ed all’asta di umidificatori che conservano i famosi sigari. Quei bei cofanetti, realizzati in legno tagliato, sono messi all’asta con prezzi per niente disprezzabili ed il cui ricavo viene devoluto al Ministero della Salute cubano per i programmi socio-sanitariubano.

Colui che visiti L’Habana e non vada al Tropicana avrà perso l’opportunità irripetibile di conoscere un aspetto importante della cultura della bella isola caraibica.

 

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