La Habana - Statue che parlano

Di  Mirta Núñez Pampín

 

 

Lo so che non scopro la ruota “tonda” se dico che le statue fanno parte di qualsiasi posto. Ma la novità è che le mie statue, quelle della mia città, hanno dei folletti, come diceva Lorca.

Ti invito a conoscerle da vicino. Compra il biglietto aereo e vieni alla capitale cubana. Prima giriamo un po’ il Vedado, quartiere con migliaia di storie ed alcune statue molto speciali. Ne sceglieremo una, quella del parco che si trova sulla 17 e la 6. Ti racconterò.

Ma adesso non parliamo… Sentiamo in silenzio…

 

“Yesterday, all my troubles seem so far away

now it looks as though  I`m here to stay,

oh, I believe in yesterday…”

 

Cosa ti fa ricordare? Gli anni ‘60 dello scorso secolo? Un quartetto di Liverpool? Bravo hai indovinato. È John Lennon di persona, ops.., in statua. E’ così dettagliato il lavoro dello scultore che sembra reale. È sempre così, seduto sulla panchina, le gambe incrociate e un braccio leggermente appoggiato, disposto a dargli un abbraccio fraterno a quelli che si siedono al suo fianco. Sono molti quelli che conservano quella foto. “Lennon ed io all’Habana”, dicono dopo orgogliosi.

Ma vuoi sapere cosa pensa Lennon della sua statua?

Una volta mi sono seduta accanto a lui durante un prezioso tramonto. D’improvviso sentì che il suo braccio avvolgeva mia schiena.

-Per favore- , mi disse in un sussurro. Sono felice di essere qui. Mi piace e tutti mi vogliono bene. Ma essendo una statua, non posso muovermi. Questo che sto facendo adesso mi si è vietato, penseranno che sono una statua pazza, ma ho bisogno di te.

Va bene dimmi, gli dissi, per la grandezza della tua musica, tutto.

-Grazie per i complimenti. Vai sulle vie Línea e G, dove si trova la statua di Strauss, il compositore austriaco del XIX secolo.

“Se vai di mattina, la doratura della statua ti abbaglierà. È meglio visitarla tramonto del sole. Fischierà Il Danubio Azzurro, il valzer più famoso di Strauss, è la password. Quando risponde chiedigli se posso contare su di lui per un prossimo concerto.”

Salutai a Lennon e lasciai il parco, guardando indietro ogni tanto, però già il beattle restava immobile, come tutte le statue.

Fu facile trovare Johann Strauss, fischiai solo per alcuni secondi il valzer.

-Ma chi sei?-, disse all’improvviso il signore musicista.

Ma come! un’altra statua parlante?, Pensai e gli risposi: Lennon vuole sapere se può contare su di lei per fare un concerto.

-Certo –rispose euforico- devi sapere che sono l’unica replica della mia statua originale, che si trova a Vienna. Ma qui sto benissimo. Quando il sole splende gioco a pensare che sono d’oro e tutte le persone che mi osservano fanno commenti favorevoli. I cubani sono molto divertenti.

“Digli a Lennon che il mio violino lo accompagnerà voglioso.”

Adesso devo salutarti…

-Non andartene ancora –dice Strauss-, per favore vai sulle vie 23 e J. Lì troverai un personaggio molto conosciuto diventato statua. Digli che qui vicino ci sono dei mulini a vento di cattiva fama.”

Non si preoccupi, gli darò il suo messaggio. Arrivederci.

E ancora a girare. Arrivo di fronte a un’altra statua di ferro. La figura quasi scheletrica su un cavallo e la espressione della sua ossatura trasmette molta forza. Senza dubbi è Don Chisciotte della Mancha.

Sancho, lo chiamo, e immediatamente mi guarda. È mio!, penso, però allo stesso tempo ritorna alla sua posizione iniziale.

Don Chisciotte, insisto, per cortesia, porto un messaggio di Strauss per lei. Non mi sente o non vuole ascoltarmi?

-Bella donna, non capisci che devo aspettare di rimanere soli per risponderti? Puoi dire a Strauss che questa sera sarò lì per disfare il torto. Brandirò la mia arma contro tali vassalli ribelli. Ma avrò bisogno dell’aiuto di un amico. Sono già vecchio per lottare da solo. Preferisco non ricordare l’ultima volta che lo ho fatto, proprio in quel momento “Rocinante” volle pascolare. È per questo che devi portare un messaggio al mio amico Hasecura. Lui si trova sull’Avenida del Puerto, di fronte alla baia, nel Centro Storico della Città. Digli che conto sulla sua spada per un combattimento a morte.”

Forse domani, rispondo, sono molto stanca… Però mi aveva già dimenticato e vociferava qualcosa a Sancho su Dulcinea…

È meglio portare oggi il messaggio, tanto sarà l’ultimo. E arrivai al posto, lì si trovava Hasecura Trunenaga. Di certo fu il primo samurai che arrivò a terra cubana, nel lontano 1614.

Mi riceve con disgusto, molto circospetto, e dice:

-Sono stanco di dirgli a Don Chisciotte di non inviarmi più emissari umani, è meglio i pigioni. Ma si, parteciperò al combattimento. La mia affilata spada farà tremare il nemico.”

Se qualcuno passasse vicino a noi, non avrebbe notato nulla di strano. Il guerriero giapponese quasi non muove le labbra per parlare e i suoi lenti gesti sono impercettibili.

Lasciai solo a Hasecura e camminai cercando un auto per tornare a casa ma nel percorso  trovo un’altra statua che mi fa dei segnali… È il Cavaliere di Parigi. Mi dice di avvicinarmi e certamente non posso negarmi. Lui sta sempre presente nei miei ricordi di bambina. Fu un personaggio reale e durante molti anni deambulò per le strade avanere.

Era estraneo, ma colto. Mai chiese elemosina. Collezionava libri e giornali. Mangiava poco. Molto educato e gentile con tutti, specialmente con le donne alle quali regalava poesie d’amore scritte da lui stesso. Diceva che in Europa aveva nobili natali ma nessuno volle fare la ricerca. Preferirono che rimanesse a Cuba e trovarlo in qualsiasi strada con la sua giacca nera ed i capelli lunghissimi.

-Adesso –mi dice- passo dei giorni bellissimi. Cubani e stranieri vogliono farsi foto con quest’uomo di lignaggio che sono io. I bambini mi danno la mano e gli uomini mi guardano con invidia, forse per gli sguardi d’amore che mi lanciano le donne.

“Le mie spoglie restano a pochi metri, nel convento di San Francesco d’Assisi, insieme ad altri caviglieri illustri. Però per l’immortalità sono qui, marcando il passo che qualche giorno darò.”

Ho voglia di baciarlo sulla fronte, però sicuramente la gente riderà. Ricordi quello che ti ho raccontato all’inizio sulle mie statue..? Adesso è il tuo turno: Vieni, osserva e ne tirerai le tue conclusioni.

 

Statue che Parlano – di Mirta Núñez Pampín – Per Lovelycuba.com – www.lovelycuba.com