Il Carnevale dell’Habana, un balletto ambulante
Di Mirta Núñez Pampín -
Especial para Lovelycuba.com
“…Al Carnaval de Cuba me voy,
donde mejor se puede gozar…”
Luci, fuochi d’artificio,
musica e gioia, ed molto di più troverai nel Carnevale
dell’Habana. Il malecón avanero,
posto ideale per la celebrazione, diventa festa e allegria. I palchi si affollano di gente pronta a divertirsi, altri girano
ballando qua, bevendo una birra là o semplicemente chiacchierando un po’.
Però all’Habana queste feste non sono nuove, risalgono
a due secoli fa. I primi partecipanti furono gli schiavi, che ricevevano
autorizzazione il Giorno dei Re per
girare le strade slegando i loro corpi e le loro lingue e dimenticando, almeno
una volta, l’umiliante controllo del padrone. I loro balli ed i loro canti
mistici facevano tremare la città che arrivava al XIX
secolo.
All’inizio, i neri
indossavano vestiti, accessori e travestimenti della loro rimpianta terra
africana. Successivamente comparirono vestiti e
oggetti regalati dai ‘buoni’ padroni.
La musica, essenzialmente
africana, fu mano a mano acuisendo una propria personalità, fino a diventare La Conga genere musicale che oggigiorno
tutti i cubani adorano. Naturalmente, non mancarono le
influenze degli antenati europei – suvvia! ..che di puro puro non c’è quasi più
niente..
Le classi dominanti
crearono le loro feste e così nacquero due carnevali: il nero ed il bianco. “Il
Carnevale Bianco” veniva celebrato in primavera con
una moltitudine di carrozze sfilanti, di “volantas” e “quitrines” (altri tipi
di carrozze). Al passaggio delle signore, lussuosamente vestite, venivano lanciati dei fiori, come gesto d’eleganza.
Ma alla fine del XIX secolo le autorità dell’Isola vietarono la
partecipazione dei neri nei festeggiamenti per il Giorno dei Re. Per fortuna
trovarono una saggia soluzione: si sarebbero festeggiati insieme i due
carnevali a marzo. Nacque così il buon ‘ajiaco cubano’.
I “quitrines” e le
“volantas” si trasformarono in Carrozze: grandi piattaforme rotanti perlopiù su
vari piani, con bellissime scenografie ed un “carico” di belle ballerine. I
fiori furono sostituiti dalle stelle filante e dai confetti. E l’antico
transitare dei neri si trasformò in “comparsa”
cioè un blocco umano disciplinato che danza ed esegue
coreografie artistiche.
L’Alacrán, La Jardinera e
Los Marqueses de Atarés sono tre “comparsas” che
partecipano al carnevale avanero da più di cento anni.
L’Alacrán ricrea le attività dei zuccherifici di epoche
passate. Si possomo vedere tagliatori di canna (cortadores de cañas), i capisquadra (mayorales), gli schiavi, la
frusta, la canna ed i torchi (trapiche).
La Jardinera è, tra le tre comparsas, quello più colorato. Indossaso gonne, bluse e
fazzoletti coloratissimi e portano cesti con fiori, perché sono giardiniere
(Jardinera) “giardiniere che vanno regalando fiori”, come dice il loro canto.
I Marqueses indossano i costumi che usavano i membri dell’aristocrazia coloniale
avanera. Vestivano abiti molto eleganti come il frac nero, bombetta e bastone e
le donne vestiti lussuosi, imitando, scherzosamente, le antiche Dame di
società.
La conga si fece sempre più presente fino ad arrivare ai nostri
giorni, ormai riconosciuta come il ritmo cubano che meglio esprime
l’identità nazionale.
Questa musica è la più elegante,
più allegra e allo stesso tempo più morale di tutti i balli cubani. È l’unico
che non rappresenta, sensualmente, la conquista della femmina. E la “sfilata” con la Conga come musica di passi appiccicosi
e facili da imparare, è una danza interminabile di corpi che non si affaticano, di bocche che non si stancano
di cantare e di gambe che non smettono di ballare.
Però il Carnevale avanero
è molto di più, sono decine di orchestre che suonano in “speciali” locali all’uopo attrezzati per i
danzatori, è assaporare un buon “tamal” di mais cubano, assaggiare un freddo e
cubanissimo “mojito” e scoprire i colori della notte.
Ci sono inviti che non si
possono rifiutare, ti invito ad essere anche tu un “carnevalero” del Carnevale Havanero.
Partecipare sarà così entusiasmante che la racconterai
a tutti i tuoi amici, ed allora saranno loro quelli che verranno il prossimo
anno.
E conosci già lo slogan, devi solo intonare…
“…al Carnaval de Cuba me voy
donde mejor se puede gozar…”
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